S. Matteo

S. Matteo (Calle di) a Rialto. La chiesa parrocchiale di S. Matteo Apostolo sorse nel 1156 sopra un fondo donato da Leonardo Coronario al patriarca di Grado, ragione per cui venne a dipendere dalla mensa Gradense. Nel 1436 la confraternita dei Macellaj ottenne dal pontefice Eugenio IV il juspatronato della medesima, ed il diritto d’eleggerne i pievani. Questa chiesa ebbe un ristauro nel 1615, e nel 1735 fu del tutto rifabbricata. Si chiuse nel 1810, e più tardi si demolì cangiandosi in privata abitazione.

Avendo Francesco Massarini, il quale era solito a dipingere figure oscene in avorio sopra l’interno delle scatole da tabacco, e sopra i ventagli, che avidamente erano comperati in Merceria dai forestieri, accusato il pievano di S. Matteo di Rialto, Nicolò Palmerino, di carteggiare coi principi esteri in rilevanti materie di Stato, giunse al punto, contraffacendone il carattere, di farlo condannare a perpetua prigionia. Ma dopo tre anni, durante i quali il misero prete fu più volte messo alla tortura, venne a scoprirsi la frode per mezzo, dicesi, di confessione fatta ad un frate, fratello del pievano, per cui questi fu scarcerato, e ricompensato, mentre il calunniatore nell’agosto dell’anno 1714 condannossi al capestro.

La Calle di S. Matteo è detta anche del Manganer. Vedi Manganer (Calle del).

In parrocchia di S. Matteo di Rialto, in volta a Corona, cioè nell’osteria del nome medesimo, testò il 25 marzo 1546 il pittore Lorenzo Lotto. Egli dispose di venir sepolto ai SS. Giovanni e Paolo senza alcun dispendio, essendogli ciò stato concesso da quei padri con carta 12 maggio 1542, in benemerenza di aver loro dipinto la pala di S. Antonino.

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