Tette

Tette (Ponte e Fondamenta delle) a S. Cassiano. Affine di ritrovare l’origine delle presenti denominazioni è da considerarsi che i posti delle meretrici, stanziate in Carampane, arrivavano fino a questo ponte ed a questa fondamenta, e che esse solevano stare al balcone colle tete (poppe) scoperte per allettare i passanti (Gallicciolli, Memorie, T. VI). A quanto si dice, tale costume provenne da una legge del governo, emanata allo scopo di distogliere con siffatto incentivo gli uomini dal peccare contro natura. Che poi la sodomia si fosse anticamente abbarbicata in Venezia, lo provano varii turpi fatti raccontati dalle cronache, fra cui quello di un s. Bernardino Correr, il quale, come racconta il Sanudo (Guerra di Ferrara, Cod. 801, Classe VII della Marciana) nel 1482 volse sforzar ser Hieronimo q. ser Urban zovene bellissimo per sodomia una sera che lo trovò in calle da Ca’ Trevixan a S. Bortolomio e li taiò le stringhe de le calze; el qual non volse consentir; andò ai Cai di X et dette la sua querela. Conosconsi alcuni decreti del Consiglio dei X promulgati nel medesimo secolo, dai quali si ricava che, per estirpare abhominabile vitium sodomiae, si erano eletti due nobili per contrada; che ogni venerdì si doveva raccogliere il collegio dei deputati ad inquisire sopra i sodomiti; che tutti i medici ed i barbieri, chiamati a curare qualche uomo, oppure qualche femmina, in partem posteriorem confractam per sodomiam, erano obbligati entro tre giorni di farne denunzia alla autorità; che finalmente i sodomiti s’appiccavano fra le due colonne della Piazzetta, dopoché s’abbruciavano fin che fossero ridotti in cenere, pena inflitta eziandio il 10 ottobre 1482, a quella buona lana di Bernardino, da noi summentovato.

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