S. Lio

S. Lio (Salizzada, Campo). La chiesa di S. Leone, vulgo San Lio, fu eretta dalla famiglia Badoer, e primamente dedicata a S. Caterina. Dopo il 1054 si rifabbricò in onore del santo pontefice Leone IX, che si avea reso benemerito di Venezia proteggendo nel concilio Romano la causa del patriarcato di Grado contro le ingiuste pretese di Gotebaldo patriarca d’Aquileja, e che venuto fra noi, avea concesso alla basilica ducale ed altri luoghi pii, indulgenze e privilegi. La chiesa di San Leone venne rinnovata nel principio del secolo XVI, mercé le limosine dei fedeli, consecrata nel 1619, e nel 1783 ridotta alla forma presente. Nel 1810 da parrocchiale divenne sussidiaria di S. Maria Formosa. Per un decreto del Consiglio dei X, 2 maggio 1474, essa visitavasi ogni anno dalla Scuola di S. Gio. Evangelista, poiché si credeva avvenuto al Ponte di S. Lio, ora di S. Antonio, un miracolo, che noi racconteremo colle parole del compendio italiano dell’opera di Flaminio Corner sopra le chiese Venete e Torcellane: Viveva fra i confratelli della Scuola (di S. Giovanni Evangelista) un uomo di costumi corrotti, e di pubblico libertinaggio, il quale invitato da un altro confratello suo amico, e desideroso di suo ravvedimento, ad accompagnare la Croce, allorché (secondo l’uso di quei tempi) portavasi alla sepoltura de’ Confratelli, giacché doveva essa un giorno onorare anche i di lui funerali, empiamente rispose né voglio io accompagnarla né mi curo ch’ella venga ad accompagnarmi. Passato alquanto tempo, morì l’uomo perverso, ed essendosi portata la Scuola alla lugubre funzione di sua sepoltura, allorché arrivò al Ponte di S. Leone (detto di S. Lio), di lui parrocchia, la Santissima Croce si fece tanto pesante che non vi fu forza umana che valesse a farla inoltrare. Mentre stavano tutti attoniti, e confusi a tal caso, il buon amico, il quale trovavasi allora nell’accompagnamento, ricordatosi dell’empie parole proferite già da costui, fece conoscere la vera cagione di tal resistenza. Rimossa adunque la venerabile Croce dall’accompagnamento, fu poscia stabilito ch’ella non dovesse portarsi in pubblico, se non nelle solennità maggiori. Il pittore Giovanni Mansueti raffigurò questo miracolo in un quadro, che stava nella Scuola di San Giovanni Evangelista, ed ora si conserva nella Regia Accademia di Belle Arti.

Nell’antico circondario parrocchiale di S. Lio morì nel 20 aprile 1768 il pittore Antonio Canal, detto il Canaletto, inarrivabile nelle prospettive architettoniche. Così i Necrologi Sanitari: Antonio Canal d’anni 71 da febbre et infiamasion nella vescica giorni 5. Med.co Musolo, morto all’ore 7. Cap.lo ― S. Lio. Pel sito preciso ov’abitava, vedi Perina (Sottoportico e Corte).

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