Duca

Duca (Corte, Rio del) a S. Samuele. Si ha memoria che in questa situazione, ove più anticamente esisteva una fornace, Andrea Corner fino dal 1453 gettava le fondamenta d’un palazzo. Scrive infatti la cronaca del Magno che Andrea Corner allora facea fabbricar le fondamenta di la caxa a S. Samuel sopra il Canal Grande, dove fu la fornasa. Avendo in seguito la Repubblica donato a Francesco Sforza, duca di Milano, il palazzo in Campo di S. Polo, posseduto prima dal generale Gattamelata, lo Sforza ne fece cessione ai Corner, ottenendo in cambio il palazzo che si stava costruendo a S. Samuele. Questo cambio effettuossi con Marco Corner, padre di Catterina regina di Cipro, al quale il fratello Andrea aveva probabilmente trasmesso i propri diritti. Perciò la surriferita cronaca del Magno, parlando del duca Francesco, ci avvisa che egli permutò il palazzo di San Polo cum Marco Corner per la caxa sopra il Canal Grande feva suo fradello. Vedi Corner (Calle). S’accinse allora lo Sforza a continuare la fabbrica sopra il disegno che, come ci avvisa per iscritto il ch. signor Michele Caffi, avevagli presentato nel 1458 l’architetto fiorentino Antonio Averlino, detto Filarete. Ma discordie di stato frastornarono l’intrapresa, sicché il canonico Pietro Casola, che di quel tempo visitò Venezia, dovette dire: Ben mi doglio che un principio singolare d’un palazzo per casa Sforzesca, posto sopra al Canal Grande, per onor dei Milanesi non sii fornito. Finalmente fattesi più vive le ostilità, la Repubblica confiscò a suo vantaggio i principii dell’ideato palazzo, sopra cui posteriormente innalzossi un più modesto edificio.

La ca’ del Duca, che prima venne occupata in parte dall’architetto Bartolammeo Buono, ed in cui poscia Tiziano Vecellio tenne i modelli delle pitture da eseguirsi nelle sale del Maggior Consiglio, fu venduta, per mezzo di pubblico incanto, nel 1525. All’epoca del Sansovino apparteneva alla famiglia Grimani. Non sappiamo con quanto fondamento alcuni asseriscano che nel 1618 era abitata da Alfonso della Queva, marchese di Bedmar, quando, di concerto col duca d’Ossuna vicerè di Napoli, tramò contro la Repubblica la celebre congiura.

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