Boldù

Boldù (Calle) a S. Felice. Il palazzo, a cui questa strada conduce, e che prospetta il Canal Grande, apparteneva alla patrizia famiglia Ghisi, ma nel secolo trascorso passò, per via di matrimonio, nei Boldù. Qui abitarono nel 1504 Consalvo, gentiluomo spagnolo, castellano della rocca di Forlì; nel 1523 Giovanni Orsini, condottiere della Repubblica; e nel 1524 G. Francesco Gonzaga detto da Lucera.

La famiglia Boldù, di cui trovasi in altre strade memoria, venne da Conegliano nell’800, e, per testimonianza del Malfatti, diede uomini discreti, sapienti e molto cattolici, che fecero edificare nel 1000 la chiesa di S. Samuele, e poscia ristaurare quella di San Giacomo. Un Leonardo Boldù fu nel 1473 valoroso capitano contro i Turchi. Un Antonio, cavaliere e senatore illustre, venne spedito nel 1490 ambasciatore all’imperatore Federico cui pacificò con Mattia re d’Ungheria. Il medesimo, nel 1493, essendo Avogador di Comun, accusò in Senato Domenico Bollani, suo collega, perché aveva ricevuto danari da alcuni rei, e nel 1496 andò ambasciatore al re di Spagna, ma, colto da malattia, dovette soggiacere, viaggio facendo, al comune destino. Un Giacomo Boldù, dotato di grande eloquenza, recitò nel 1504 un’orazione funebre in morte del patriarca Tommaso Donato, e scrisse epistole, ed altre orazioni. Un Marcantonio, religioso Crocifero, compilò nel secolo medesimo la storia del proprio Ordine. Un Filippo, per ultimo, difese nel 1646 con mirabil valore il posto delle Cisterne in Candia, ripulsandone i Turchi, finché, per ordine del generale, dovette abbandonarlo. La linea dei Boldù da S. Felice si estinse in un Giuseppe, figlio di Francesco e d’Anna Giovanelli, nato nel 1793, e morto nel 1837, il quale con molto encomio sostenne per vari anni la carica di podestà di Venezia.

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