Manin

Manin (Ponte, Sottoportico, Calle) a San Salvatore. Nel secolo XVI il Sansovino costrusse in questa situazione un palazzo pei Dolfin della Ca’ Grande, dai quali esso passò nei Pesaro, e quindi nei Manin. Il doge Lodovico Manin voleva rifabbricarlo di pianta, ma poscia ne conservò la facciata dietro i consigli del p. Benedetto Buratti. Architetto dell’interno fu il Selva, il quale, se gli avvenimenti politici non vi ponevano ostacolo, doveva giungere colla rifabbrica fino al Campo di S. Salvatore. In questo palazzo pose il piede qual semplice privato Lodovico Manin nel 1801 coi nipoti, e poco appresso lasciovvi la vita. La sua famiglia discese dalla Toscana, ove si rese celebre per generali e gonfalonieri. Indi nel 1312, per le fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini, trapiantossi in Udine, e finalmente in Venezia, al cui patriziato venne ammessa nel 1651. Lodovico Manin, benché ìmpari all’alto grado che sosteneva ed alle turbinose vicende dei tempi, fu uomo integerrimo e grandemente benefico. Ce lo dimostra il suo testamento, col quale lasciò una sostanza di 100 mila ducati, perché il frutto di essa fosse impiegato parte nel mantener pazzi e parte nell’educare fanciulli abbandonati.

Il palazzo Manin, quand’era dei Dolfin, fu teatro di molte feste per opera principalmente della compagnia della Calza, detta degli Accesi.

E circa il medesimo, passato già nei Manin, leggiamo nei Notatori di Pietro Gradenigo: Noteremo che l’anno 1746 la notte del p.mo Aprile da mano incognita fu slanciato un globo incendiario in una stanza terrena del palazzo dei N.N. U.U. dell’opulente famiglia Manin nella contrada di S. Salvatore, fra il bivio di ristrette strade, e più fabbriche, col diabolico fine d’accendere il fuoco, e distruggere tante suppellettili, e ricchezze si può dire incomparabili. Questo fuoco fu, per providenza divina, non troppo tardi scoperto.

Il Ponte Manin dicevasi anche nel secolo XVI Ponte della Riva del Carbon, come appare dalla legge seguente del Magistrato alle Acque: Sia rifatto et alzato il Ponte della Riva del Carbon acciocché le Barche vi possino passare di sotto. 1574, 12 Gennaro.

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