Dolfin

Dolfin (Calle) a S. Pantaleone. La Descrizione della contrada di S. Pantaleone pel 1740 la chiama Calle di Ca’ Dolfin, annotando che in essa abitavano in casa propria i N. U. Zuane e fratelli Dolfin. Il palazzo, a cui questa Calle conduce, venne fondato dalla famiglia Secco, che lo vendette nel 1621, per 12 mila scudi, al cardinale Giovanni Dolfin. Questo palazzo, che ha la sua facciata sopra il Rio di S. Pantaleone, trovasi lodato nell’Aggiunte del Martinioni alla Venezia del Sansovino. Esso fu scelto l’11 febbraio 1709 per dare una festa a Federico IV re di Danimarca, venuto a visitare Venezia. Non essendo di proporzionata grandezza, si fabbricò nel cortile una sala di legno, mettendola in comunicazione colle stanze. La nobiltà vi si trattenne fino alle due dopo la mezzanotte, ora danzando, ora ascoltando i concerti delle viole e dei violini, ora ammirando lo sfarzo degli addobbi e dei lumi.

I Dolfin da S. Pantaleone si estinsero in un Daniele, uomo assai colto, il quale, sotto la Repubblica, coprì varie cariche, e fu nel 1797, ultimo anno della sua vita, uno dei Municipalisti.

Il palazzo Dolfin a S. Pantaleone, acquistato dall’architetto milanese G. Battista Brusa, venne nel 1876 acconciamente ristaurato.

Per la famiglia Dolfin, donde ebbero il nome altre vie, vedi Delfina (Corte).

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