Dorsoduro

Dorsoduro (Sestiere di). Dorsoduro era un gruppo di isolette, il quale comprendeva i circondari di S. Nicolò dei Mendicoli, dell’Angelo Raffaele, dei Ss. Gervasio e Protasio, di San Basilio, di S. Agnese ecc., e, come vogliono alcuni, eziandio di S. Benedetto, o di S. Ternita. E’ fama che venisse così appellato perché il suo terreno elevavasi sopra il circostante a guisa di dorso o schiena, ed era nel medesimo tempo molto sodo e consistente. L’altra appellazione che aveva di Scopulo (scoglio) confermerebbe la sua elevatezza e consistenza. Il Braccolani invece (Breve notizia della isola di S. Nicolò dei Mendicoli) fa provenire Dorsoduro o, come in qualche cronaca è chiamato, Dossoduro, dalla famiglia Dosduri, una delle prime che da Padova sarebbe venuta a farvi dimora. Il Negri finalmente (Soggiorno in Venezia di Edmondo Lundy) da deorsum turris (al di là della torre), congetturando che il Castel Forte di S. Rocco, al di là del quale stendesi Dorsoduro, fosse munito di qualche grossa torre, giusta il costume dei tempi. Questa parte della città era nei primi tempi semideserta perché esposta all’incursioni dei barbari. Ma Orso Partecipazio, eletto doge nello 864, la destinò a domicilio di quegl’uomini che erano addetti al suo servigio, e che denominavansi excusati perché scusati e liberi da ogni altro officio, ovvero quasi scudati, o scudieri. Qui pure si concentrarono le famiglie dei Basegio, Polani, e Barbolani, già bandite per odio di parti, e poscia richiamate dall’esilio ad istanza di Lodovico imperatore. Da tutti i circondari componenti l’antico Dorsoduro, eccettuati quelli di San Benedetto e di Santa Ternita, se pure v’erano compresi, formossi l’attuale Sestier di Dorsoduro, il quale abbraccia per soprappiù la Giudecca, e la vicina isola di San Giorgio Maggiore.

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