S. Canciano

S. Canciano (Parrocchia, Campo, Ponte, Rio, Rio Terrà). Sembra che alcuni profughi Aquilejesi fondassero la chiesa sacra a S. Canciano e compagni, celebri pel martirio sofferto in Aquileja. Non si sa tuttavia precisamente in qual epoca ciò avvenisse (1). Questa chiesa fu consecrata nel 1351 da Marco, vescovo di Jesolo, coll’assistenza di altri due vescovi. Nel secolo XVI minacciava rovina, per cui fu d’uopo rifabbricarla. Nel secolo XVIII venne ridotta alla forma presente. Essa in antico dipendeva dal patriarca di Grado, e certamente fino da tempi rimoti si costituì parrocchiale. Nel 1810 perdette alcune contrade, che s’aggiunsero alla parrocchia dei SS. Apostoli, ma ne ebbe in cambio qualche altra della medesima parrocchia. Guadagnò poi tutto l’antico circondario di S. Giovanni Grisostomo, e parte di quello di S. Maria Nuova, e S. Marina.

In parrocchia di S. Canciano abitava ser Zuane Bon tajapiera (Mariegola 1377-1546 della Scuola di S. Cristoforo all’Orto). Egli probabilmente è quel Zuane Bon padre dell’architetto Bartolameo Buono.

V’abitavano pure nel secolo XVI gli Strozzi, nobili e ricchi fuorusciti Fiorentini. Leone Strozzi, priore di Capua, figliuolo di Filippo, dirigendo una lettera al cav. Govone, ministro della ragione Strozzi in Venezia, vi faceva la soprascritta: Sul Campo di S. Cantian in ca’ Strozzi. Agostino Sagredo dice nell’Archivio Italiano d’aver fondamento per credere che la casa abitata dagli Strozzi sia quella ove più tardi abitò il celebre Amadeo Svajer, e quindi la famiglia Weber (2). Questa casa, che è situata al Ponte di San Canciano, al così detto Traghetto di Murano, apparteneva anticamente ai Morosini, e presenta tuttora sulle muraglie esterne alcuni frammenti di greche sculture, fatti colà innestare da Davide Weber, pei quali vedi Moschini: Itinéraire de la Ville de Venise ecc. Venise, Alvisopoli, MDCCCXIX.

Nella medesima parrocchia morì il 20 ottobre 1549 Trifon Gabrielli, denominato il Socrate Veneziano, di cui parleremo altrove. Vedi Gabriella (Corte).

Vi morirono i celebri pittori Tiziano Vecellio, Francesco da Ponte, detto il Bassano, e Leonardo Corona. Vedi Tiziano (Campo di). Il Bassano, negli ultimi anni, oltrecché malaticcio, era divenuto pazzo, e temeva sempre d’essere cacciato in prigione, per cui sentendo un giorno picchiar forte all’uscio, e credendo che fossero i birri, gettossi giù dalla finestra, e riportò varie ferite. Abbiamo di lui nei Necrologi Sanitari: A dì 3 luio 1592. M. Francesco Bassano pittor, d’anni 42, eticho già da lungo tempo, ultimam: da essersi buttato giù da un balcon per frenesia già otto mesi – s. Cantian.

Vi abitava nel 1566, e vi morì il 14 luglio 1599, in età di anni 94, quel Benedetto Bramier q. Zuane, guerriero e mercadante Genovese, che fu sepolto ai Gesuati in un avello, sul coperchio del quale, ora trasportato nel chiostro del Seminario della Salute, scorgesi la di lui imagine intera, e leggesi un epitafio in ottava rima. Egli aveva testato il 1° luglio 1597, in atti Luca Gabrielli, eleggendo a commissarii la moglie Caterina, Bianchin Bianchini suo genero, e Bortolo di Biasi incaricato di tener il conto del di lui negozio. Lasciava la casa che possedeva in parrocchia di S. Lio alla moglie, beneficava l’ospitale di Genova, disponeva di mille ducati a beneficio della propria cappella nella chiesa di S. Martino di Portofino sulla riviera di Genova, voleva essere sepolto nella sua arca ai Gesuati coll’accompagnamento di mille poveri, a cui fosse data l’elemosina di soldi otto per ciascheduno, e finalmente instituiva erede residuaria di tutte le sue facoltà la nipote Giulia, alla quale, morta senza prole, sostituiva l’ospitale dei SS. Giovanni e Paolo di Venezia.

Nella parrocchia di S. Canciano abitarono pure il cavalier Tiberio Tinelli, pittore di grido, ed il senatore Flaminio Corner, a cui tanto deve la storia ecclesiastica veneziana. Ambidue finirono i loro giorni nella medesima parrocchia, il primo nel 1638, ed il secondo nel 1778, ottenendo dopo morte in chiesa di S. Canciano un’iscrizione monumentale. Pel luogo preciso ove abitava il Corner, vedi S. Giovanni Grisostomo (Ponte ecc.).

Note di Lino Moretti

  1. Il Corner (Eccl. Ven., II, 218) ricorda un documento che prova l’esistenza della chiesa già nel 1041. Ma il più antico documento oggi accessibile è del 1136 (Documenti, n. 69).
  2. Amedeo Schweyer di Norimberga, mercante e bibliofilo (1735-1790), aveva raccolto una ricca libreria, che andò venduta nel 1794. Una parte dei manoscritti di materia storica fu acquistata dalla Repubblica. Questo palazzo è uno dei pochi che mostrano quelle pietre sporgenti forate delle quali tratta il Tassini nei suoi Aneddoti storici veneziani, Venezia 1965, p. 35.

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