Gonella

Gonella (Calle e Corte) a S. Giobbe. L’arma della famiglia Gonella, consistente in una grande stella, scorgesi tuttora replicatamente scolpita sulla prossima muraglia. Così si esprime parlando dei Gonella una nostra cronaca (Classe VII, Codice 839 della Marciana): Questi vennero da Cremona, et fo uno maestro p.o Gonella, ceroico famoso, qual venne habitar a Venetia, et da lui è discesa la casa Gonella. Questi hanno fatto molte fabbriche in la contrà di S. Hieremia in Cannaregio. In effetto, nell’albero dei Gonella, esistente nei Registri dell’Avogaria, appare qual capostipite un Pietro Gonella fisico, vissuto nel secolo XIV. In quell’albero figura eziandio un Vettor Gonella, che fino dal 1511 era Gastaldo del Principe, i nipoti del quale vennero approvati cittadini originari nel 1596. La medesima grazia ottennero il 10 luglio 1683 Pietro e Domenico Gonella, quantunque figli d’un Giovanni, uomo violento, che venne bandito da Venezia, mediante sentenza 4 gennaio 1656 M. V., per avere percosso Giulio Vignoni suo suocero. Questo bando venne rivocato il 1 febbraio dello stesso anno, avendo l’offensore ottenuta la pace dall’offeso. Giovanni però tornò ad essere bandito il 30 ottobre 1665 perché diede un pugno sulla faccia alla propria sorella Marcolina, cavandole una pupilla degli occhi, che poscia, con efferata barbarie, raccolse da terra ove era caduta, e diede alle fiamme. Tuttavia giunse a liberarsi anche dal nuovo bando il 25 gennaio 1679 M. V. In Pietro, figlio dell’anzidetto Giovanni, si estinse nel 1729 la famiglia Gonella, la quale in quel tempo era decaduta dallo splendore a cui era ascesa nei secoli antecedenti. Imperciocché anticamente avea contratto parentela con molte famiglie patrizie, e possedeva in Cannaregio, e precisamente al Ponte di S. Giobbe, un palazzo, passato poscia in mano dei patrizii Valier ed ora distrutto, parecchie case, una tintoria, ed una posta di chiovere. Aggiungansi beni in terra ferma e navigli proprii coi quali andava mercanteggiando.

Riferisce il Barbo nella sua cronaca che il turbine del 1 luglio 1541 rovinò tutti li camini della cha Gonella, quale è di uno nominato m. Vettor, et molti altri di Cannaregio.

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