Annunziata

Annunziata (Calle della) a S. Francesco della Vigna. Vorrebbe il Berlan, nelle Illustrazioni alla Planimetria di Venezia dei fratelli Combatti, che si denominasse da qualche altarino rappresentante la B. V. nell’atto di ricevere dall’Angelo l’annunzio del concepimento divino. Siccome però questa località nelle meno recenti topografie è detta Calle della Nunziatura, e giace infatti dietro il palazzo ove abitavano i Nunzii Apostolici, si vede chiaro che Calle dell’Annunziata non è che una corruzione del nome primitivo. Il suddetto palazzo, di stile lombardesco, venne eretto nel 1525, millesimo scolpito sopra i pilastri della facciata, dal celebre doge Andrea Gritti, che fu sepolto nella chiesa di S. Francesco della Vigna. Perciò al millesimo scorgesi unita l’arma dei Gritti, coperta da un ombrello ducale. La fabbrica nel 1585 venne comperata dalla Repubblica, e quindi donata al pontefice Sisto V, che la destinò a residenza dei proprii ambasciatori. Di essa parla lo Stringa nelle Addizioni al Sansovino, ove si tocca dei palazzi posseduti dai Gritti: Dei quali, egli dice, a S. Francesco ve n’è un altro che fu del principe Gritti, il quale, comprato dalla Signoria sotto il doge Nicolò da Ponte, ne fece libero dono ai legati del sommo pontefice; il che chiaramente è dimostrato dalle infrascritte parole fatte nuovamente intagliare sopra la porta maestra di questo palazzo da Offredo Offredi vescovo di Molfetta, al presente legato di molto valore presso questi signori per nome della Santità di Nostro S. Papa Clemente Ottavo, la cui arma, ovvero insegna, fatta por sopra del medesimo in viva pietra, e nel mezzo di due altre simili, che sono dei due suoi nepoti cardinali, cioè Aldobrandini, e S. Giorgio, viverà in eterno. Le predette parole adunque sono di questo tenore: Has Aedes Sixto V. Pont. Max. Dono Respub. Serenis. Dedit Grata Renovatur Memoria Clemente VIII Pont. Optimo Regnante. Il palazzo Apostolico ebbe varii ristauri ed adornamenti dai varii legati, fra i quali dal suddetto Offredo Offredi, da Giacomo Altoviti, e finalmente da Francesco Caraffa. E’ da ricordarsi che, avendo in questo palazzo cercato un rifugio nel 1607 gli assassini di fra’ Paolo Sarpi, vi bollì intorno grave sollevazione popolare, per cui si dovettero spedire guardie a salvezza del legato Berlingerio Gessi. E’ da ricordarsi ancora che, quando qui risiedeva l’Altoviti, un fiero turbine, il 9 agosto 1659, strappò dal portone lo scudo dei Chigi coll’insegna di papa Alessandro VII, trasportandola, a forza di vento, in Arsenale. In tempi più vicini papa Gregorio XVII concesse il palazzo medesimo ad uso dei Minori Osservanti, che l’unirono, mediante un cavalcavia, al locale un tempo occupato dalle Terziarie Francescane. Ma nel 1866 venne ceduto allo Stato, ed ora è sede del Tribunale Militare (1).

Note di Lino Moretti

  1. Ora è sede della Direzione del Genio Militare per la Marina.

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