Scale

Scale (Calle, Sottoportico e Corte, Corte, Ramo e Corte delle) ai Frari. Da alcune scale semiscoperte, che alcuni anni fa ancora esistevano, e che mettevano in misere casucce.

Abitava in Corte delle Scale, fino dal secolo XV contraddistinta col nome medesimo, quella Franceschina, moglie di un Giovanni samiter, la quale, ritornando a casa la vigilia di S. Lucia alle tre ore di notte, incontrò al Ponte di S. Pantaleone alcuni giovinastri, per opera dei quali, che avevano incominciato a stazzonarla, andava a risico di perdere là su due piedi, e sulla pubblica via, l’onore maritale. Quei giovinastri pertanto, che erano un Cristoforo di Arbe, samiter, da S. Pantaleone, un Giovanni barbier figlio di Matteo Magno da S. Apollinare, ed un Francesco, figlio di Pietro lavezer, vennero condannati, mediante sentenza 14 gennaio 1417 M. V., ad esser frustati, ed a rimanere in carcere fino a quadragesima, riportando pure tre mesi di detenzione un Cristoforo scaleter, che aveva tenuto il sacco all’intrapresa.

La Calle delle Scale a S. Luca sarà stata forse in origine per la medesima ragione così appellata.


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