Sagredo

Sagredo (Ramo) a S. Francesco della Vigna. Dalle case della patrizia famiglia Sagredo, le quali un tempo erano sottoposte alla parrocchia di S. Ternita, e non sono lontane dall’antico palazzo della medesima famiglia. E’ probabile che i Sagredo ponessero stanza in questi contorni fino dalla loro venuta, poiché sappiamo che, unitamente ai Celsi, edificarono nell’undecimo secolo la chiesa di S. Ternita, e che, fino da tempi rimoti, avevano possessioni in tale parrocchia. Essi in chiesa di S. Ternita possedevano pure una cappella, ove si veneravano alcune reliquie di S. Gerardo, uscito dalla loro progenie, il quale, dopo avere assunto l’abito di S. Benedetto nell’isola di S. Giorgio Maggiore, portossi in Ungheria, e vi fu creato vescovo, ma, volendo ridurre al cristianesimo quei popoli, venne lapidato presso Buda nel 1047. Altra cappella i Sagredo eressero nella prossima chiesa di S. Francesco della Vigna, riedificata poscia dal Temanza, ove si scorgono la statua di S. Gerardo, ed i cenotafi del doge Nicolò Sagredo, eletto nel 1674, e d’Alvise suo fratello, patriarca di Venezia, eletto nel 1678. I Sagredo ebbero origine, secondo il Freschot, in Roma, donde passarono in Dalmazia, acquistando il cognome dai molti secreti e confidenze di cui gli onorarono i Cesari negli affari concernenti l’amministrazione della provincia. Dalla Dalmazia si trasferirono a Venezia nell’840, ed in merito d’aver ridotto all’obbedienza della Repubblica la città di Sebenico, vennero aggregati al Maggior Consiglio nel 1100. Diedero il nome ad altre vie e si estinsero l’anno 1871 nel conte Agostino, diligente cultore dei patri studi. Pel loro palazzo a S. Sofia, vedi S. Sofia (Campo ecc.).

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