S. Maria Maggiore

S. Maria Maggiore (Ponte, Rio, Fondamenta). Correva voce nel secolo XV che un eremita, abitante in questo rimoto angolo della città, avesse veduto più fiate una matrona di grande bellezza passeggiare con un bambino fra le braccia sulla laguna, e che tale prodigio fosse stato ammirato eziandio da alcuni buoni pescatori dei contorni. Aggiungevasi che il beato Bernardino da Feltre aveva predetto doversi erigere in questa situazione un convento di monache Francescane. Animata da tali voci, Catterina, romita di S. Agnese, domandò al Senato un tratto di terreno degli arzeri novi a S. Andrea, ed ottenutolo nel 1497, fabbricovvi sopra una piccola chiesa, ed un monastero dedicati alla Vergine, ed a S. Vincenzo. Questa chiesa fu poscia rinnovata nel 1502, a merito di Luigi Malipiero, e denominata di Santa Maria Maggiore, avendosi seguito nell’erigerla il modello di quella di Santa Maria Maggiore di Roma. Dilatato venne pur il monastero, che nel 1503 si ridusse, per ordine di Alessandro VI, sotto il serafico istituto. Rimasero le monache affidate ai frati Minori fino al 1594, in cui furono sottoposte alla giurisdizione dei patriarchi di Venezia. Nel 1805 vennero concentrate con quelle della Croce, ed il monastero di S. Maria Maggiore, per decreto 26 novembre 1806, consegnossi al militare. Nel 1817 esso bruciò senza che pur ne fosse tocca la chiesa. Questa, uffiziata dopo la partenza delle monache da un prete, il quale vi fece qualche restauro, venne poscia ceduta all’Amministrazione dei Tabacchi, ed è tuttora in suo potere.

Circa gli scandali che, come tante altre, diedero al mondo anche le monache di S. Maria Maggiore, leggiamo nei Diari del Sanudo sotto il 22 agosto 1502: In questi giorni fo retenuta per il patriarca con li Avogadori Suor Maria, priora di Santa Maria Mazor, con do altre monache, le qual se impazavano con un prete Francesco, stava a S. Stai, bel compagnon, et etiam lui retenuto. Hanno confessato “uterque” quello che facevano; “ergo sub specie sanctitatis multa mala fiunt”; et fo tolte molte robe in casa di prè Francesco che ditta suor Maria ge l’haveva donate, et fo vendute al incanto, e li denari dati alli procur. di la chiesa predicta. Or fo condannà p. Franc.o a X anni in prexon, e suor Maria confinata in Cypro a pan et aqua, et questo per sententia dil patriarca, et cussì la fu mandata.

Trovasi nel Giornale delle cose del mondo avvenute negli anni 1621-1623 (Codice Cicogna 983), e precisamente nel Supplimento di Venezia 12 febbraio 1621, la notizia seguente: Domenica sera sopra una festa a S.ta Maria Maggiore fu ferito da tre ferite il Cl.mo Ser Polo Morosini fo de Ser Gerolamo dicesi da un altro nobile, col quale venne a contesa.

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