S. Gioachino

S. Gioachino (Calle, Ponte, Fondamenta, Ramo) a Castello. Elena Marchi, con suo testamento 28 ottobre 1418, in atti dell’arcidiacono Nicolò Bono, lasciò una casa a Castello perché vi trovassero ricovero alcune terziarie Francescane. Tutte le abitatrici della medesima perirono nella peste del 1630, ad eccezione di Domenica Rossi, che in seguito potè raccogliere nuove compagne. Queste donne vennero nel 1727 ridotte allo stato di comunità, e presso il loro picciolo convento, che ampliarono nel 1756, avevano una chiesetta sacra a San Gioachino. Ma dopoché, per decreto 18 giugno 1807, furono concentrate colle Terziarie di S. Francesco della Vigna, i locali che occupavano soggiacquero a secolarizzazione.

Nella Calle di S. Gioachino eravi lo spedale di SS. Pietro e Paolo, fondato nel secolo XII prima per ricettare pellegrini e poscia per curare feriti e malati. Nel 1350 venne ampliato colle case lasciate da Francesco Avanzo, e nel 1368 sottoposto alla protezione ducale. Restò soppresso nel 1806, ed ora si fa servire a Patronato pei Ragazzi Vagabondi, al cui uso destinossi anche il prossimo oratorio sacro ai SS. Pietro e Paolo, il cui ultimo ristauro data dal 1736.


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